Predazione, parassitismo e mutualismo

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Parassitismo

Il parassitismo è una forma particolare di predazione, cioè una interazione trofica interspecifica di tipo (+-), in cui una specie zoofaga o fitofaga (il parassita) trae energia ed elementi nutritivi dall'altra specie mentre è viva (l'ospite) e vive sopra oppure dentro l'ospite. Le principali differenze tra Insetti predatori e Insetti parassiti possono essere riassunte in tre punti.

  1. I parassiti tendono ad essere di piccole dimensioni, almeno rispetto a quelle dell'ospite, mentre i predatori sono generalmente più grandi.
    In questo modo, ogni individuo parassita può assumere dal proprio ospite una piccola quantità di nutrimento al giorno e viverci dentro o sopra, arrecandogli danni più o meno gravi, ma che in genere non conducono direttamente alla morte dell'ospite.
  2. I parassiti tendono ad avere diete molto specializzate, mentre i predatori generalmente si nutrono di molte specie.
    Ciò accade perché il vivere in stretta intimità con un ospite richiede caratteristiche anatomiche e comportamentali altamente specializzate, che si adattano ad un ospite solo o ad un numero ristrettissimo di ospiti. Ad esempio, il pidocchio dell'uomo ha zampe di forma e dimensioni tali da non potersi aggrappare ai peli di nessun altro mammifero.
  3. I parassiti presentano un'enorme diversità di forme e comportamenti, in quanto lo stile di vita parassitico consente di sfruttare innumerevoli opportunità alimentari, fuori della portata dei predatori, e quindi favorisce l'evoluzione di numerosissimi adattamenti. Il parassitismo, infatti, è una interazione trofica molto evoluta, che deriva dalla trasformazione di un originario comportamento alimentare di tipo predatorio in senso stretto. Non a caso il più antico insetto parassita conosciuto allo stato fossile è relativamente "giovane", in quanto risale solo a circa 150 milioni di anni fa (periodo Giurassico).

Tra gli Insetti, il parassitismo è molto più diffuso di quanto si possa immaginare. Studi compiuti sull'entomofauna della Gran Bretagna indicano che le specie di Insetti parassiti di piante e animali sono all'incirca 10 volte più numerose di quelle di Insetti pascolatori e predatori messe insieme e costituiscono circa il 71% del numero totale di specie di Insetti presenti in quel paese.

Insetti parassiti di animali

I Phthiraptera (i pidocchi degli Uccelli e dei Mammiferi) e i Siphonaptera (pulci) sono gli unici due ordini di Insetti costituiti esclusivamente da specie attere parassite di Vertebrati. I pidocchi degli Uccelli (Mallophaga) utilizzano le loro mandibole per grattare la pelle e per masticare le piume; alcuni si nutrono anche di sangue, specialmente in corrispondenza delle ferite. I pidocchi dei Mammiferi (Anoplura) e i Sifonatteri (pulci), invece, si nutrono tutti esclusivamente di sangue, che succhiano forando la pelle con il loro apparato boccale altamente specializzato.
Specie parassite si trovano anche nell'ordine dei Ditteri, che non a caso sono i parenti più stretti delle pulci. Ad esempio, le mosche della famiglia Nycteribiidae sono minuscole e senza ali e sono parassite dei pipistrelli. Altre specie, delle famiglie Oestridae e Hippoboscidae, sono parassite solo allo stadio larvale, quando si sviluppano sotto la pelle di Mammiferi e Uccelli.
Parassite sono anche alcune specie attere di Emitteri Eterotteri della famiglia Cimicidae, tra cui la famosa cimice dei letti (Cimex lectularius), che si nutrono del sangue di Uccelli e Mammiferi.

Insetti parassiti di piante

Tra gli Insetti fitofagi, le specie parassite sono la stragrande maggioranza. Degli ordini presenti in provincia di Sondrio, addirittura tre sono costituiti esclusivamente da specie parassite: i Lepidotteri (farfalle), in quanto allo stadio larvale (bruchi) vivono sulle piante ospiti divorandone grandi quantità di tessuti, gli Emitteri Omotteri (cicale, afidi, cocciniglie, ecc.) e i Tisanotteri, che trascorrono l'intero ciclo biologico nutrendosi della linfa di piante vive. Inoltre, specie parassite si trovano anche in numerose famiglie di Emitteri Eterotteri (Miridi, Pentatomidi, ecc.), di Coleotteri (Crisomelidi, Curculionidi, ecc.), di Ditteri (Agromizidi, ecc.) e di Imenotteri (Tentredinidi, Diprionidi, Cinipidi, ecc.).


Coevoluzione

L'attacco da parte degli Insetti ha indotto nelle piante l'evoluzione di numerosi adattamenti difensivi, atti a limitare i danni. Questo contrattacco, a sua volta, ha selezionato negli Insetti ulteriori adattamenti e così via, in un ciclo continuo di attacchi e contrattacchi che costituisce l'essenza dei processi coevolutivi.
Particolarmente importanti sono quelli tra le piante velenose e i loro Insetti parassiti. Nel regno vegetale, infatti, esistono molti e diversi tipi di sostanze tossiche, che non hanno alcun ruolo nel metabolismo delle piante, ma che servono esclusivamente come arma di difesa, come ad esempio i potenti alcaloidi (solanina, nicotina, atropina, ecc.) presenti nelle parti verdi delle Solanacee (patata, tabacco, belladonna, ecc.). Attraverso la coevoluzione, ogni specie vegetale velenosa ha ottenuto di risultare commestibile solo per una o pochissime specie di Insetti, quelle cioè che hanno evoluto la capacità di tollerare o neutralizzare quella particolare sostanza tossica, minimizzando così il numero di Insetti "nemici". Di contro, ogni specie di insetto parassita di una data pianta velenosa non deve competere per il cibo con altre specie e, inoltre, è protetta dai predatori grazie alle sostanze tossiche di origine vegetale che si accumulano nei suoi tessuti.

La larva di dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata, Coleoptera Chrysomelidae) è immune alla solanina.

Questo insetto costituisce un esempio di specie fitofaga parassita, velenosa a causa delle sostanze assunte con il cibo e caratterizzata da un' appariscente colorazione aposematica, così come molte altre specie parassite di piante velenose.

foto: N. Pilon

 

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