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Parassitismo
Il parassitismo è una forma particolare di predazione,
cioè una interazione trofica interspecifica di tipo (+-), in cui
una specie zoofaga o fitofaga (il parassita) trae energia ed elementi
nutritivi dall'altra specie mentre è viva (l'ospite) e vive
sopra oppure dentro l'ospite. Le principali differenze tra Insetti predatori
e Insetti parassiti possono essere riassunte in tre punti.
- I parassiti tendono ad essere di piccole dimensioni, almeno
rispetto a quelle dell'ospite, mentre i predatori sono generalmente
più grandi.
In questo modo, ogni individuo parassita può assumere dal proprio
ospite una piccola quantità di nutrimento al giorno e viverci
dentro o sopra, arrecandogli danni più o meno gravi, ma che in
genere non conducono direttamente alla morte dell'ospite.
- I parassiti tendono ad avere diete molto specializzate, mentre
i predatori generalmente si nutrono di molte specie.
Ciò accade perché il vivere in stretta intimità
con un ospite richiede caratteristiche anatomiche e comportamentali
altamente specializzate, che si adattano ad un ospite solo o ad un numero
ristrettissimo di ospiti. Ad esempio, il pidocchio dell'uomo ha zampe
di forma e dimensioni tali da non potersi aggrappare ai peli di nessun
altro mammifero.
- I parassiti presentano un'enorme diversità di forme e comportamenti,
in quanto lo stile di vita parassitico consente di sfruttare innumerevoli
opportunità alimentari, fuori della portata dei predatori, e
quindi favorisce l'evoluzione di numerosissimi adattamenti. Il parassitismo,
infatti, è una interazione trofica molto evoluta, che
deriva dalla trasformazione di un originario comportamento alimentare
di tipo predatorio in senso stretto. Non a caso il più antico
insetto parassita conosciuto allo stato fossile è relativamente
"giovane", in quanto risale solo a circa 150 milioni di anni
fa (periodo Giurassico).
Tra gli Insetti, il parassitismo è molto più diffuso
di quanto si possa immaginare. Studi compiuti sull'entomofauna della
Gran Bretagna indicano che le specie di Insetti parassiti di piante e
animali sono all'incirca 10 volte più numerose di quelle di Insetti
pascolatori e predatori messe insieme e costituiscono circa il 71% del
numero totale di specie di Insetti presenti in quel paese.
Insetti parassiti di animali
attero
privo di ali
(dal greco a = senza e pteròn = ala)
Mallophaga
Mallofagi, sottogruppo degli Phthiraptera
Anoplura
Anopluri: sottogruppo degli Phthiraptera
I Phthiraptera
(i pidocchi degli Uccelli e dei Mammiferi) e i Siphonaptera
(pulci) sono gli unici due ordini di Insetti costituiti esclusivamente
da specie attere
parassite di Vertebrati. I pidocchi degli Uccelli (Mallophaga)
utilizzano le loro mandibole per grattare la pelle e per masticare le
piume; alcuni si nutrono anche di sangue, specialmente in corrispondenza
delle ferite. I pidocchi dei Mammiferi (Anoplura)
e i Sifonatteri (pulci), invece, si nutrono tutti esclusivamente di sangue,
che succhiano forando la pelle con il loro apparato boccale altamente
specializzato.
Specie parassite si trovano anche nell'ordine dei Ditteri,
che non a caso sono i parenti più stretti delle pulci. Ad esempio,
le mosche della famiglia Nycteribiidae sono minuscole e senza ali e sono
parassite dei pipistrelli. Altre specie, delle famiglie Oestridae e Hippoboscidae,
sono parassite solo allo stadio larvale, quando si sviluppano sotto la
pelle di Mammiferi e Uccelli.
Parassite sono anche alcune specie attere di Emitteri Eterotteri
della famiglia Cimicidae, tra cui la famosa cimice dei letti (Cimex
lectularius), che si nutrono del sangue di Uccelli e Mammiferi.
Insetti parassiti di piante
Tra gli Insetti fitofagi, le specie parassite sono la stragrande maggioranza.
Degli ordini presenti in provincia di Sondrio, addirittura tre sono costituiti
esclusivamente da specie parassite: i Lepidotteri
(farfalle), in quanto allo stadio larvale (bruchi) vivono sulle piante
ospiti divorandone grandi quantità di tessuti, gli Emitteri
Omotteri (cicale, afidi, cocciniglie, ecc.) e i Tisanotteri,
che trascorrono l'intero ciclo biologico nutrendosi della linfa di piante
vive. Inoltre, specie parassite si trovano anche in numerose famiglie
di Emitteri Eterotteri (Miridi, Pentatomidi, ecc.), di Coleotteri
(Crisomelidi, Curculionidi, ecc.), di Ditteri
(Agromizidi, ecc.) e di Imenotteri
(Tentredinidi, Diprionidi, Cinipidi, ecc.).
Coevoluzione
L'attacco da parte degli Insetti ha indotto nelle piante l'evoluzione
di numerosi adattamenti difensivi, atti a limitare i danni. Questo contrattacco,
a sua volta, ha selezionato negli Insetti ulteriori adattamenti e così
via, in un ciclo continuo di attacchi e contrattacchi che costituisce
l'essenza dei processi coevolutivi.
Particolarmente importanti sono quelli tra le piante velenose e i loro
Insetti parassiti. Nel regno vegetale, infatti, esistono molti e diversi
tipi di sostanze tossiche, che non hanno alcun ruolo nel metabolismo
delle piante, ma che servono esclusivamente come arma di difesa, come
ad esempio i potenti alcaloidi (solanina, nicotina, atropina, ecc.)
presenti nelle parti verdi delle Solanacee (patata, tabacco, belladonna,
ecc.). Attraverso la coevoluzione, ogni specie vegetale velenosa ha
ottenuto di risultare commestibile solo per una o pochissime specie di
Insetti, quelle cioè che hanno evoluto la capacità di
tollerare o neutralizzare quella particolare sostanza tossica, minimizzando
così il numero di Insetti "nemici". Di contro, ogni
specie di insetto parassita di una data pianta velenosa non deve competere
per il cibo con altre specie e, inoltre, è protetta dai
predatori grazie alle sostanze tossiche di origine vegetale che si
accumulano nei suoi tessuti.
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La larva di dorifora della patata (Leptinotarsa
decemlineata, Coleoptera Chrysomelidae) è immune alla
solanina.
Questo insetto costituisce un esempio di specie fitofaga parassita,
velenosa a causa delle sostanze assunte con il cibo e caratterizzata
da un' appariscente colorazione aposematica, così come molte
altre specie parassite di piante velenose. |
| foto: N. Pilon |
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