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Dagli ecosistemi alla biofera
La Terra ha un diametro di circa 12.750 km ed è avvolta da un
involucro gassoso (aria) spesso 2.000 - 2.500 km, ma solo una piccolissima
parte di questa enorme sfera presenta caratteristiche ambientali idonee
a sostenere la vita ed è abitata degli organismi viventi: la biosfera.
Essa comprende la superficie terrestre, il sottosuolo sino a poche decine
di metri di profondità, i corpi d'acqua superficiali (oceani, fiumi,
laghi, ecc.), le acque sotterranee e l'atmosfera sino a qualche migliaio
di metri di altezza.
Nella biosfera si distinguono diverse grandi formazioni, suddivise in
comunità marine e comunità terrestri. Queste
ultime sono chiamate biomi e sono distribuite sui continenti in
funzione del clima. Ogni tipo di bioma è caratterizzato da una
particolare associazione di piante e di animali. Tipici biomi sono,
tra gli altri, il deserto, la savana e la foresta di conifere (taiga).
Biomi dello stesso tipo si possono trovare in aree geografiche diverse
che però abbiano le medesime caratteristiche climatiche e ambientali,
come ad esempio la foresta tropicale, che è presente in America
centro - meridionale, in Africa centrale e in Estremo Oriente. In realtà,
ogni bioma è un mosaico di unità più piccole (pianure,
valli, ecc.), che a loro volta sono costituite da unità ancora
più piccole: gli ecosistemi.
In sintesi, la biosfera è un unico grande sistema ecologico
(un vero e proprio sistema di sistemi) e può essere definita come
l'insieme di tutti gli ecosistemi e delle relazioni che li legano tra
loro.

| Qui sopra: mappa schematica dei principali
biomi della biosfera
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Le alte montagne
I maggiori rilievi montuosi, per quanto occupino una piccola parte dei
continenti, non possono essere compresi in alcun bioma, dato che lo sviluppo
in altezza del territorio determina la compresenza di ambienti con caratteristiche
climatiche diverse. Con l'aumentare della quota, infatti, le condizioni
ambientali si fanno via via più severe e ciò determina la
formazione di fasce altitudinali di vegetazione, che si succedono quasi
regolarmente dai fondivalle alle cime più alte.
Sulle Alpi, ad esempio, alle quote più basse si trovano boschi
di latifoglie, che più in alto lasciano il posto a boschi di conifere,
oltre ai quali, sopra il limite della vegetazione arborea, il paesaggio
è dominato dagli arbusteti e dalle praterie alpine.
Questa distribuzione altitudinale della vegetazione riproduce, in uno
spazio ristretto e verticale, la successione latitudinale da sud a nord
dei biomi dell'Europa e dell'America settentrionale: foresta temperata
a foglie caduche, foresta di conifere (taiga) e tundra.

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Qui sopra: rappresentazione schematica della distribuzione
altitudinale dei boschi lungo una sezione trasversale delle Alpi. |
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