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Elementi abiotici degli ecosistemi
Gli elementi non viventi o abiotici
di un ecosistema sono i fattori climatici (temperatura, ventilazione,
irraggiamento solare, ecc.), gli elementi chimici (carbonio, ossigeno,
azoto, ecc.), le sostanze inorganiche presenti nelle rocce, nel
suolo, nell'aria e nell'acqua (anidride carbonica, sali, ecc.) e i composti
organici (proteine, carboidrati, lipidi, humus, ecc.) che non si trovano
all'interno degli esseri viventi.
abiotici
dal greco a = senza
e bíos = vita
Elementi biotici degli ecosistemi
La parte vivente o biotica di un ecosistema è costituita
dall'insieme di tutti gli esseri viventi presenti in quel dato ecosistema
e delle relazioni che intercorrono tra essi. In ecologia, questo insieme
viene chiamato comunità o biocenosi. In base alla
modalità di alimentazione, gli elementi biotici vengono suddivisi
in produttori e consumatori.
Produttori
Si definiscono produttori gli esseri viventi che sfruttano direttamente
l'energia luminosa del Sole per sintetizzare la materia organica, alla
base della vita sul nostro pianeta.
Sono produttori le Piante, le Alghe (incluse quelle unicellulari)
e alcuni ceppi di Batteri che, in presenza di luce, sono in grado
di trasformare anidride carbonica e acqua in glucosio attraverso il processo
di fotosintesi. Il glucosio, infatti, viene impiegato da piante
e animali per ottenere energia e per sintetizzare le sostanze più
complesse (amidi, carboidrati, proteine, ecc.). Per la loro capacità
di costruire sostanze organiche a partire da semplici sostanze inorganiche,
gli organismi produttori vengono chiamati autotrofi
, cioè che si nutrono da soli.
In qualsiasi ecosistema, i produttori costituiscono il livello trofico
che contiene la maggiore biomassa e la maggiore quantità di energia.
Autotrofi
dal greco autós = se stesso
e trophé = nutrimento
Consumatori
Gli organismi che non sono in grado di sintetizzare la materia organica
se la procurano mangiando altri organismi, vivi o morti, e per questo
motivo sono chiamati consumatori o organismi eterotrofi.
Sono eterotrofi gli Animali, i Funghi, la maggior parte
dei Protisti e alcuni Batteri.
Le categorie dei consumatori
I consumatori si dividono in diverse categorie, a seconda del livello
trofico a cui appartengono:
Erbivori o fitofagi (consumatori primari): sono gli
organismi che si nutrono di produttori;tra gli Insetti vi è un
numero immenso di specie fitofaghe, sia allo stadio adulto che larvale,
che si nutrono delle varie parti delle piante (radici, fusti, foglie,
fiori, frutti, semi, ma anche polline e tessuti legnosi vivi) o che succhiano
liquidi vegetali zuccherini (linfa e nettare). La quasi totalità
degli Insetti fitofagi vive come parassita di una o più specie
vegetali.
Carnivori o zoofagi (consumatori secondari e terziari):sono
gli organismi predatori e parassiti che si nutrono di altri consumatori.
I consumatori secondari vivono a spese dei fitofagi (consumatori primari),
mentre quelli terziari, o superpredatori, mangiano sia i primari che i
secondari. Tra i molti Insetti zoofagi vi sono, tra gli altri, gli Odonati,
alcuni Emitteri Eterotteri, i Pidocchi e le Pulci, molti Coleotteri, Ditteri
e Imenotteri.
Tra i consumatori vi sono anche specie che si nutrono sia di piante che
di animali, come ad esempio l'orso e l'uomo. Questi animali sono detti
onnivori
. Insetti onnivori sono, ad esempio, i Tisanuri, i Dermatteri, i Tisanotteri,
gli Imenotteri Formicidi e alcuni Ortotteri Ensiferi.
Decompositori: si nutrono degli organismi animali e vegetali morti
e sono chiamati anche saprofagi.
Anche tra gli Insetti vi sono numerose specie saprofaghe, che svolgono
il ruolo fondamentale di primi sminuzzatori di materia organica, favorendo
la successiva azione dei microrganismi decompositori. Alcuni di questi
Insetti si nutrono di carogne e resti di animali, come ad esempio i Coleotteri
Silfidi e Dermestidi e le larve di molti Ditteri, altri invece del legno
e delle foglie marcescenti, altri ancora di escrementi.
Eterotrofi
da héteros = altro
e trophé = nutrimento
Onnivori
dal latino omnivorus = che mangia tutto
Saprofagi
dal greco saprós = putrido e phageîn =
mangiare
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