Armi di tutti i tipi

Pagina 1 2 3 4

Fuga

Fuggire rappresenta spesso l'ultima risorsa alla quale può ricorrere un insetto dopo essere stato avvistato da un predatore. Gli adulti di molte specie alate lo fanno volando via, contando sulla velocità oppure su continui e repentini cambiamenti di traiettoria per disorientare l'inseguitore. Altri invece, soprattutto quelli che hanno un volo lento ed incerto oppure sono atteri, scappano correndo o saltando. Ad esempio, molti Insetti terricoli, come i Carabidi e le formiche, fuggono correndo velocemente a zigzag. Grilli e cavallette, invece, scappano saltando oppure, se hanno le ali, spiccando brevi voli. Il salto è adottato come metodo di fuga anche da altri Insetti, quali le Pulci, che però saltano soprattutto per spostarsi da un ospite ad un altro, alcuni Emitteri Omotteri (ad esempio i Cicadellidi e i Cercopidi) e alcuni Coleotteri dotati di femori posteriori ingrossati, come ad esempio i Crisomelidi Alticini. Molte specie, che allo stadio adulto vivono sulla vegetazione e non sono buone volatrici, tentano di sfuggire ai predatori lasciandosi cadere al suolo e nascondendosi così tra l'erba.

Tra queste specie vi sono i Coleotteri Elateridi che, quando cadono sul dorso, sono capaci di saltare in aria e ricadere sulle zampe, grazie ad uno speciale organo di scatto, costituito da un'appendice del prosterno che funziona come una "molla".

L'appendice scatta, rientrando nella cavità toracica dove alloggia in condizioni normali (particolare nei cerchi).

Questo movimento provoca un rumore secco, udibile come un "click", e fa saltare l'insetto, che mentre è in aria riesce, di norma, a raddrizzarsi.

Armi passive

Mimetismo criptico

Il mimetismo criptico, però, non è solo un'arma di difesa. Infatti, molti Insetti predatori che utilizzano la tecnica dell'agguato, lo sfruttano per celarsi alla vista delle potenziali prede, come ad esempio la mantide religiosa che, restando perfettamente immobile, si mimetizza con la vegetazione grazie al suo colore verde o marrone pallido, come nel caso della foto qui accanto.

 

foto: N. Pilon

Confondersi con l'ambiente per sfuggire alla vista dei predatori aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza ed è per questo motivo che in natura il fenomeno del mimetismo criptico (dal greco míme-sis = imitazione e kryptós = nascosto) è così diffuso.
Gli Insetti non fanno eccezione e presentano, sia allo stadio adulto che larvale, una straordinaria varietà di colori e forme, che imitano foglie, rametti, cortecce, sabbia, ecc..
Imitazioni pressoché perfette si osservano tra i bruchi delle farfalle: quelli della famiglia Geometridae assomigliano ai rametti delle piante su cui si nutrono (effetto rafforzato dall'abilità di rimanere immobili ancorati solo per le pseudozampe posteriori), mentre altri sembrano feci di uccello. Notevole è anche il mimetismo di alcuni Emitteri Omotteri della famiglia Membracidae, che sembrano delle spine.

Corazze

La maggior parte dei Coleotteri, allo stadio adulto, possiede un esoscheletro spesso e robusto che, insieme alle ali anteriori trasformate in scudi coriacei (elitre), costituisce una sorta di corazza naturale, efficace non solo per ridurre la perdita di acqua per evaporazione, ma anche per difendersi dai predatori.
In molte specie di diverse famiglie (Isteridi, Birridi, Coccinellidi, Tenebrionidi, Crisomelidi, ecc.), la funzione difensiva è esaltata dalla forma convessa del corpo, che costituisce uno scudo protettivo. Quando si sentono minacciati, questi Insetti ritraggono le antenne e le zampe, che sono le parti più vulnerabili, in apposite cavità poste sulla faccia ventrale del corpo, restando poi immobili o lasciandosi cadere al suolo.
Molti Insetti, poi, utilizzano diversi tipi di rivestimenti per difendere le uova o proteggersi allo stadio larvale. Esempi tipici sono le ooteche, come ad esempio quelle delle blatte e delle mantidi, e i nidi, come ad esempio quelli delle vespe sociali. Anche le crisalidi, come quelle delle farfalle e delle mosche, servono, tra l'altro, a proteggere l'ultimo stadio larvale per tutto il tempo necessario alla metamorfosi.
Un caso particolare è costituito dalle larve acquatiche di molte specie di Tricotteri, che si costruiscono degli astucci con materiali presenti nel proprio habitat per proteggere l'addome molle e carnoso. Ogni specie utilizza un materiale "da costruzione" particolare: granelli di sabbia, frammenti vegetali, piccoli sassolini, ecc., da cui il nome comune di "portasassi".

Pagina 1 2 3 4