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Fuga
Attero
privo di ali (dal greco
a = senza e pteròn = ala)
Gli Anglosassoni chiamano gli Elateridi "click beetles
" proprio a causa del rumore caratteristico che producono quando
saltano per raddrizzarsi.
Fuggire
rappresenta spesso l'ultima risorsa alla quale può ricorrere un
insetto dopo essere stato avvistato da un predatore. Gli adulti di molte
specie alate lo fanno volando via, contando sulla velocità
oppure su continui e repentini cambiamenti di traiettoria per disorientare
l'inseguitore. Altri invece, soprattutto quelli che hanno un volo lento
ed incerto oppure sono atteri,
scappano correndo o saltando. Ad esempio, molti Insetti terricoli,
come i Carabidi e le formiche, fuggono correndo velocemente a zigzag.
Grilli e cavallette, invece, scappano saltando oppure, se hanno le ali,
spiccando brevi voli. Il salto è adottato come metodo di fuga anche
da altri Insetti, quali le Pulci, che però saltano
soprattutto per spostarsi da un ospite ad un altro, alcuni Emitteri
Omotteri (ad esempio i Cicadellidi e i Cercopidi) e alcuni Coleotteri
dotati di femori posteriori ingrossati, come ad esempio i Crisomelidi
Alticini. Molte specie, che allo stadio adulto vivono sulla vegetazione
e non sono buone volatrici, tentano di sfuggire ai predatori lasciandosi
cadere al suolo e nascondendosi così tra l'erba.
| Tra queste specie vi sono i Coleotteri
Elateridi che, quando cadono sul dorso, sono capaci di saltare in
aria e ricadere sulle zampe, grazie ad uno speciale organo di scatto,
costituito da un'appendice del prosterno che funziona come una "molla".
L'appendice scatta, rientrando nella cavità toracica dove
alloggia in condizioni normali (particolare nei cerchi).
Questo movimento provoca un rumore secco, udibile come un "click",
e fa saltare l'insetto, che mentre è in aria riesce, di norma,
a raddrizzarsi.
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Armi passive
Mimetismo criptico
| Il mimetismo criptico, però, non
è solo un'arma di difesa. Infatti, molti Insetti predatori
che utilizzano la tecnica dell'agguato, lo sfruttano per celarsi
alla vista delle potenziali prede, come ad esempio la mantide religiosa
che, restando perfettamente immobile, si mimetizza con la vegetazione
grazie al suo colore verde o marrone pallido, come nel caso della
foto qui accanto. |
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Confondersi con l'ambiente per sfuggire alla vista dei predatori aumenta
notevolmente le probabilità di sopravvivenza ed è per questo
motivo che in natura il fenomeno del mimetismo criptico (dal greco míme-sis
= imitazione e kryptós = nascosto) è così
diffuso.
Gli Insetti non fanno eccezione e presentano, sia allo stadio adulto che
larvale, una straordinaria varietà di colori e forme, che
imitano foglie, rametti, cortecce, sabbia, ecc..
Imitazioni pressoché perfette si osservano tra i bruchi delle farfalle:
quelli della famiglia Geometridae assomigliano ai rametti
delle piante su cui si nutrono (effetto rafforzato dall'abilità
di rimanere immobili ancorati solo per le pseudozampe posteriori), mentre
altri sembrano feci
di uccello. Notevole è anche il mimetismo di alcuni Emitteri
Omotteri della famiglia Membracidae, che sembrano delle spine.
Corazze
La maggior parte dei Coleotteri, allo stadio adulto, possiede un esoscheletro
spesso e robusto che, insieme alle ali anteriori trasformate in scudi
coriacei (elitre), costituisce una sorta di corazza naturale, efficace
non solo per ridurre la perdita di acqua per evaporazione, ma anche per
difendersi dai predatori.
In molte specie di diverse famiglie (Isteridi, Birridi, Coccinellidi,
Tenebrionidi, Crisomelidi, ecc.), la funzione difensiva è esaltata
dalla forma convessa del corpo, che costituisce uno scudo protettivo.
Quando si sentono minacciati, questi Insetti ritraggono le antenne e le
zampe, che sono le parti più vulnerabili, in apposite cavità
poste sulla faccia ventrale del corpo, restando poi immobili o lasciandosi
cadere al suolo.
Molti Insetti, poi, utilizzano diversi tipi di rivestimenti per
difendere le uova o proteggersi allo stadio larvale. Esempi tipici sono
le ooteche, come ad esempio quelle delle blatte e delle mantidi,
e i nidi, come ad esempio quelli delle vespe sociali. Anche le
crisalidi, come quelle delle farfalle e delle mosche, servono,
tra l'altro, a proteggere l'ultimo stadio larvale per tutto il tempo necessario
alla metamorfosi.
Un caso particolare è costituito dalle larve acquatiche di molte
specie di Tricotteri, che si costruiscono degli astucci con materiali
presenti nel proprio habitat per proteggere l'addome molle e carnoso.
Ogni specie utilizza un materiale "da costruzione" particolare:
granelli di sabbia, frammenti vegetali, piccoli sassolini, ecc., da cui
il nome comune di "portasassi".
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