Armi di tutti i tipi

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Mandibole e rostri

Molti Insetti predatori, tra cui alcuni Coleotteri (Carabidi, Stafilinidi, ecc.), le larve dei Neurotteri Crisopidi e Mirmeleontidi (formicaleoni) e molte formiche, hanno mandibole lunghe e
ricurve, che servono ad afferrare e trattenere le prede per poi succhiarne i liquidi corporei o farle a pezzi.
Altri, come alcuni Emitteri Eterotteri e Ditteri (ad esempio le zanzare) e i Sifonatteri (pulci), sono invece dotati di rostri, formati da stiletti taglienti ed appuntiti, che penetrano all'interno del corpo della preda.

Trappole

Tra gli Insetti predatori, alcuni utilizzano la tattica dell'appostamento anziché la caccia attiva. Particolarmente interessante è il modo in cui le larve delle cicindele (Coleoptera Carabidae) e dei formicaleoni (Neuroptera Myrmeleontidae) catturano le proprie prede.

 

Le prime vivono in buchi verticali scavati nel terreno, dove stanno in agguato con il capo a livello del suolo. L'apparato boccale è perfettamente adattato a questo tipo di caccia: le mandibole, infatti, invece di essere davanti o sotto il capo, come nella stragrande maggioranza degli Insetti, sono rivolte in alto, pronte ad afferrare piccoli insetti e ragni di passaggio.

 

 

larva di cicindela in agguato

 

 

illustrazione di G. Bertelli e L. Corbella dal libro "Il mondo degli Insetti" di A. Zanetti

foto: N. Pilon

 

Le larve dei formicaleoni, invece, si nascondono sul fondo di piccole buche a forma di cono, scavate nel suolo sabbioso. Se un insetto cade nella buca, la sabbia comincia a franare e lo trascina verso il fondo. A questo punto la larva gli getta contro della sabbia per farlo scivolare ancora più in basso, a portata delle lunghe mandibole, che all'estremità sono dotate di uncini veleniferi. Immobilizzata la preda, la larva ne succhia l'emolinfa attraverso i canalicoli presenti nelle mandibole.

Armi chimiche

Le sostanze chimiche prodotte dagli Insetti sono tantissime e alcune specie le usano come armi difensive.

Ad esempio, i Coleotteri Carabidi del genere Brachinus sono chiamati coleotteri bombardieri perché, se minacciati, spruzzano dall'estremità dell'addome un liquido caustico, che si nebulizza producendo una nuvoletta di vapore biancastro o bluastro ed un piccolo crepitio. Gli agenti chimici spruzzati (chinoni) hanno effetto vescicante sulla pelle e spaventano sia le formiche che i rospi.

Nella foto: Brachinus crepitans (Coleoptera Carabidae) mentre spruzza.
Orientando la punta mobile dell'addome, questi Insetti possono dirigere lo spruzzo sia in avanti che indietro, con notevole precisione.

 

Per gentile concessione di Thomas Eisner e Daniel Aneshansley, Cornell University

In modo simile si comportano anche altri Coleotteri, tra cui molti Tenebrionidi, e molte specie di formiche, che si difendono inarcando sopra il corpo l'addome ed emettendo dalla sua estremità piccoli getti di acido formico.

Un altro tipo di arma chimica è rappresentato dai peli urticanti che proteggono i bruchi di molte specie di farfalle. Vi sono due tipi principali di peli urticanti: quelli che hanno una ghiandola del veleno alla base e funzionano come aghi, scaricando il veleno nei tessuti del predatore (l'interno del becco di un uccello per esempio), e quelli che non sono velenosi, ma sono muniti di barbe ed estremità irritanti ed agiscono per contatto superficiale. Un tipico esempio è rappresentato dai peli urticanti dei ben noti bruchi della processionaria del pino: sotto gli alberi infestati da questi bruchi, l'aria si riempie di peli in sospensione che, venendo a contatto della pelle e delle mucose delle vie respiratorie e degli occhi, possono provocare gravissime irritazioni.

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