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Armi per l'offesa e per la difesa
La vita di un insetto, sia che duri pochi giorni o qualche anno, è
una continua e durissima lotta per la sopravvivenza: mangiare e
non essere mangiato per poter arrivare alla maturità sessuale e
riprodursi.
Non deve quindi stupirci la straordinaria varietà di adattamenti
morfologici (zampe, bocche, forme, colori, ecc.) e comportamentali
(volo, corsa, salto, ecc.) che costituiscono l'arsenale di armi
per l'offesa e la difesa di cui dispongono gli Insetti.
per esempio: Odonati, Efemerotteri, Plecotteri, Dermatteri,
Ortotteri
Armi attive
Cerci
I cerci sono appendici addominali presenti in diversi ordini di Insetti
primitivi, ma solo quelli delle forbicine (Dermatteri) sono robusti
e acuminati, a forma di pinza, e vengono usati come armi di difesa.
Infatti, quando sono minacciati, questi Insetti ripiegano l'addome sopra
il corpo come gli scorpioni, spingendo in avanti i cerci. La loro funzione
principale sembra però essere, almeno in alcune specie, quella
di aiutare l'insetto a ripiegare dopo il volo, sotto le piccole ali anteriori
rigide (tegmine), le grandi e delicate ali posteriori.
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Femmina di dermattero in posizione di difesa,
mentre protegge le larve appena schiuse dalle uova.
(modello meccanico esposto al Museo di Storia
Naturale di Chicago).
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Pungiglioni
Il pungiglione, sebbene tanto temuto, è una caratteristica esclusiva
di un piccolissimo numero di specie, tutte appartenenti ad una ventina
circa di famiglie di Imenotteri, chiamati appunto Imenotteri Aculeati,
tra cui le api e i bombi, le vespe (inclusi Crisididi, Mutillidi, Pompilidi,
Sfecidi, ecc.) e alcune formiche.
Dato però che il pungiglione è un organo per la deposizione
delle uova modificato, ne sono dotate soltanto le femmine.
Il pungiglione viene usato dalle specie sociali (formiche, vespe,
api e bombi) per respingere gli invasori del nido, mentre alle
vespe solitarie (Pompilidi, Sfecidi, ecc.) serve per paralizzare
le prede (ragni, cavallette, bruchi) con cui nutrono la prole.
| La parte attiva del pungiglione, quella
che penetra, è composta da tre elementi simili ad aghi: uno
stiletto e due lancette.
Lo stiletto riveste in parte le lancette e tutti e tre racchiudono
il canale del veleno.
A riposo, l'apparato pungente, insieme ai muscoli e al sacco del
veleno, è protetto all'interno della parte terminale dell'addome.
Quando l'insetto punge, le lancette, che sono dentellate, vengono
mosse avanti e indietro, facendo penetrare il pungiglione in profondità
e pompando il veleno dentro la ferita.
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(sopra) Apparato pungente di ape domestica.
L'ape può estrarre il pungiglione dal corpo di altri insetti,
ma nella pelle umana i dentelli lo tengono fisso; per liberarsi,
deve quindi strapparsi via, lasciandosi dietro il pungiglione e
finendo spesso con il morire.
Tutti gli altri Imenotteri Aculeati (inclusi alcuni bombi ed api
selvatiche), invece, hanno i dentelli più piccoli e possono
estrarre facilmente i pungiglioni ed usarli più volte.
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lancetta dentellata |

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sezione trasversale del
pungiglione
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Muovi il mouse sopra le figure per individuare le
parti del pungiglione
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