Occhi, antenne e...

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Come vedono gli Insetti

La visione è un processo che dipende solo in parte dal recettore, cioè l'occhio, dato che un ruolo rilevante è rivestito dall'integrazione delle informazioni visive effettuata dal cervello. Non è quindi possibile sapere come effettivamente vedono gli Insetti.

Si ritiene che gli occhi composti possano fornire una visione "a mosaico", ma le uniche informazioni certe riguardano la percezione dei colori. Per poter distinguere colori differenti è necessario che all'interno dell'occhio siano presenti pigmenti che assorbono luce di diversa lunghezza d'onda, in modo da generare diversi impulsi nervosi a seconda del colore della luce che cade sull'occhio.

Nell'occhio umano, per esempio, sono presenti tre pigmenti sensibili ai tre colori fondamentali (rosso, verde e blu), che ci consentono di apprezzare tutti i colori della parte dello spettro elettromagnetico che chiamiamo "visibile".

Molti Insetti, invece, possiedono solamente due pigmenti: uno sensibile al verde e l'altro all'ultravioletto. Le api però possiedono tre pigmenti, sensibili al giallo, al blu e all'ultravioletto; sono quindi cieche al rosso, ma vedono l'ultravioletto, che per noi è invisibile. Molti fiori che si affidano alle api per l'impollinazione sono dotati di "guide del nettare" ben visibili all'ultravioletto, ma poco evidenti ad altre lunghezze d'onda.

Altri Insetti, come alcune farfalle, possiedono anche un quarto pigmento, che consente loro di vedere pure il rosso.

Inoltre, i pigmenti nell'occhio degli Insetti sono allineati nella direzione delle cellule del rabdoma e sono in grado di rivelare la luce polarizzata, consentendo loro di conoscere la posizione del Sole anche quando questo non è visibile. Questo fenomeno fu scoperto da Karl von Frisch nel 1944 mentre studiava la danza con cui le api comunicano la posizione delle fonti di cibo alle compagne nell'alveare. Numerosi altri Insetti, oltre alle api, usano l'informazione sulla polarizzazione della luce per spostarsi e per volare in linea retta.

La parte di spettro elettromagnetico visibile alle api e all'uomo si sovrappone solo parzialmente: l'ape è cieca al rosso, mentre l'uomo lo è all'ultravioletto.

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